Cane poliziotto, Zurigo, 2016, dalla serie «How to Secure a Country», 2014–2018 © Salvatore Vitale

Salvatore Vitale
How to Secure a Country (Come proteggere un paese)

Dal 23 febbraio
al 26 maggio 2019

La Svizzera è generalmente considerata come uno dei paesi più sicuri al mondo - e come esempio di efficienza e produttività. Ma come possono gli Stati garantire questo bene prezioso, che sia un bisogno fondamentale quanto un affare da miliardi di dollari? E a quanta libertà siamo disposti a rinunciare, come cittadini, per la nostra sicurezza? Salvatore Vitale (nato nel 1986 a Palermo, vive a Lugano e Zurigo) nel suo progetto pluriennale di ricerca visiva indaga i meccanismi che stanno alla base di questo scudo di prevenzione e di difesa. Osserva attentamente i vari attori coinvolti: polizia, forze militari, autorità doganali e della migrazione, servizi meteorologici, aziende informatiche e istituti di ricerca per la robotica e l'intelligenza artificiale. La mostra rende tangibile ai sensi la produzione, a volte nascosta e spesso astratta, della sicurezza, in un percorso che comprende fotografie, ma anche analisi di dati ed un'installazione basata su sensori. È da considerare come un contributo artistico attuale al dibattito in una società che si vede confrontata con le crescenti minacce del terrorismo e della criminalità informatica, della sorveglianza e dell'uso improprio dei dati. Fotostiftung presenta la prima esposizione completa di quest'opera dell'artista svizzero di origine italiana.

Pubblicazione relativa alla mostra edita da Lars Müller Publishers.

 

Dalla serie in 63 parti «Temporary Urban Spaces», 2018 © Daniela Keiser. Courtesy Galerie Stampa

Stregati dalla luna
Esplorazioni fotografiche

Dall'8 giugno al 6 ottobre 2019

L'atterraggio sulla luna del 21 luglio 1969 fu un evento secolare. Cinquant'anni dopo che il primo uomo ha messo piede sulla superficie della luna, Fotostiftung Schweiz si interroga sulla rappresentazione fotografica di questa stella, che ha sempre ispirato le fantasie degli esseri umani. Non si tratta tanto di un approccio scientifico o documentario della luna, quanto della traduzione pittorica di un'esperienza sfuggente. Il "disincanto" della luna è uno shock che ha liberato anche energie artistiche. La trasfigurazione romantica ha lasciato il posto ad una discussione sul ruolo dell'uomo nell'universo. Questo fenomeno si ritrova in approcci concettuali ed epistemologici, che però conservano sempre il fascino sensuale che emana dalla luna. Ciò che accomuna le posizioni rappresentate nella mostra è la messa in discussione di un evento, la cui ambivalenza è ancora oggi motivo di riflessione: La magnificenza dell'impresa e delle prestazioni tecniche che l'hanno resa possibile contrastano con la banalità di ciò che è stato trovato e le motivazioni delle missioni spaziali, la Space Race. Oltre a opere storiche selezionate, saranno presentate opere e installazioni contemporanee.
 

Yeye Quebutti, 2018 © Guido Baselgia

Guido Baselgia
Come se il mondo fosse misurabile

Dal 19 ottobre 2019
al 16 febbraio 2020

Il fotografo come ricercatore in viaggio: negli ultimi vent'anni Guido Baselgia ha spostato la sua macchina fotografica in zone geologiche periferiche, ha perlustrato la superficie più spoglia della terra e ha osservato fenomeni di luce nelle Alpi, nelle Ande e nel nord della Norvegia. Ha trasportato i suoi studi nel linguaggio visivo di una lenta fotografia analogica. Così sono nati le opere in bianco e nero ai limiti dell'astrazione, realizzate sotto forma di grandi stampe in gelatina ai sali d'argento o di fotoincisioni, caratterizzate dalla ricchezza di dettagli e dalla qualità dei materiali. La mostra fa seguito ai noti cicli di opere - "Hochland", "Weltraum", "Silberschicht" e "Light Fall" - e presenta per la prima volta l'ultimo progetto di Baselgia. Questo progetto lo porta in Ecuador e in Perù, nel bacino amazzonico. Nelle sue spedizioni, il fotografo si occupa della rappresentabilità della foresta pluviale tropicale. Egli trasforma la scintillante densità e la diversità della vegetazione in composizioni della massima calma e concentrazione. Ritratti degli abitanti indigeni e nature morte dei dintorni degli insediamenti diventano riflessioni sulla rappresentazione fotografica di questo mondo minacciato. Come un Memento Mori, l'opera di Baselgia rende omaggio a questo paesaggio il cui sfruttamento economico esercita ormai il suo impatto sul clima globale.

Pubblicazione relativa alla mostra edita da Edizioni Periferia.