Theo Frey – Fotografie

dal 1° marzo al 24 agosto 2008

   

Flühli, Entlebuch, 1947
© Fotostiftung Schweiz

Cucina, Flühli, Entlebuch, 1947
© Fotostiftung Schweiz

Theo Frey (1908 -1997) va considerato, insieme a Hans Staub, Gotthard Schuh e Paul Senn, come una delle più grandi figure della fotografia di reportage svizzera. Perché allora la sua opera è meno conosciuta di quella dei fotografi appartenenti alla prima generazione? Se da un lato essa non è stata fino ad oggi adeguatamente illuminata ed è dunque rimasta poco accessibile, occorre del resto ricordare che lo stile di Frey non è pretenzioso: i suoi reportage sono accuratamente costruiti, l'oggettività e non la drammaticità evanescente dell'istantanea li caratterizzano, così come l'interesse per le cose modeste e quotodiane che condizionano l'esistenza umana. Nella fotografia di Theo Frey trovano espressione l'impegno sociale e una profonda simpatia per la gente comune e il suo mondo: gran parte della sua opera ritrae il mondo rurale svizzero durante l'ultimo scorcio degli anni '30 e negli anni 40. A partire dagli anni '50 Frey mise la sua arte al servizio di organizzazioni umanitarie e l'attività di reporter passò in secondo piano.

Scuola dei sottufficiali d'aviazione, Dübendorf, 1942
© Archivio federale svizzero Berna

Ballerine, Ginevra, 1941
© Fotostiftung Schweiz

Il lascito fotografico di Theo Frey comprende circa 100'000 negativi (6x6 e 35 mm), 3500 provini a contatto, 21 album con reportage, migliaia di stampe da lavoro e centinaia di esemplari per la stampa e da esposizione. Nel 1989 l'archivio di Frey venne acquistato dall'Ufficio federale della cultura e dal 2006 è conservato presso la Fotostiftung Schweiz come prestito permanente. Nello stesso anno gli eredi di Theo Frey consegnarono alla Fotostiftung Schweiz altro materiale importante proveniente dal lascito del fotografo.

Nel corso degli ultimi due anni Sabine Münzenmeier, grazie al sostegno dall'Ufficio federale della cultura, ha ricostruito sistematicamente l'intera opera di Theo Frey. L'esposizione organizzata in occasione del 100° anniversario della nascita (14 febbraio 2008) presenta al pubblico il risultato di questo lavoro. Accanto ai più noti ritratti di famiglie di contadini di montagna o alla foto del leggendario «Rütlirapport» del 25 luglio 1940, è possibile ammirare numerose fotografie finora inedite che reggono bene il confronto con le «icone» di Frey. Si tratta di immagini della quotidianità urbana, ma anche delle fotografie che Theo Frey scattò tra il 1940 e il 1945 su incarico dell'esercito, oggi conservate presse L'archivio federale svizzero a Berna. Di particolare interesse, inoltre, sono i molti cartoni su cui Frey usava applicare copie a contatto di piccolo formato; gli permettevano di organizzare il suo ampio archivio e ci rivelano in modo profondo e autentico la sua visone del mondo e la sua grande capacità compositiva.

Peter Pfrunder

Con il gentile sostegno di KEYSTONE

Pubblicazione:
Peter Pfrunder (Hg.): Theo Frey, Fotografien. Mit Texten von Theo Frey, Martin Gasser, Klaus Merz, Sabine Münzenmaier und Peter Pfrunder. Limmat Verlag, Zürich 2008. 240 pagine, ca. 200 ill.